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 Coordinatori: M.Crespi, F.Farinati


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ONCOLOGIA IN GASTROENTEROLOGIA: OLTRE LA DIAGNOSI
Corso pre-congressuale AIGO-SIGE
Bastia Umbra 18 Novembre 2000

INTRODUZIONE
Oncologia in gastroenterologia: olre la diagnosi – M.Crespi, F.Farinati

I^ SESSIONE: Tumori dell'esofago e del cardias
Moderatori: P.Bianchi, G.Iaquinto

Displasia nel Barrett: genetica e difetti citoproliferativi nella gestione del paziente
F. Ferrario

Stadiazione: il ruolo dell'ecoendoscopia
M.C.Parodi

La palliazione: quando e come
G. Zaninotto

Il cancro avanzato: radio-chemioterapia neoadiuvante
S. Merigliano

Caso clinico interattivo 1
S. Merigliano

Malt linfoma: eradicazione e oltre
E.Zucca

II^ SESSIONE: Tumori del pancreas e tumori neuroendocrini
Moderatori: A.Andriulli, L.Okolicsanyi

Linee Guida AGA: opinioni a confronto: il radiologo, l'endoscopista, il chirurgo, l'oncologo
P.Pavone, P.Arcidiacono, P.Pederzoli, M.Marangolo

Caso clinico interattivo 2
A.Andriulli

Tumori neuroendocrini (relazione non disponibile)
G.Delle Fave

Brainstorming 1: Le terapie di supporto in oncologia digestiva
C.Ripamonti, F.Roila

III^ SESSIONE: Tumori del colon e del retto
Moderatori: D.Angioli, G.C.Sturniolo


Markers molecolari: le applicazioni cliniche
G.Marra

Stadio e chemioterapia adiuvante nel cancro del colon
F.Cognetti

Cancro del retto: chirurgia, radioterapia o terapie combinate?
M.Cosimelli

Caso clinico interattivo 3
D.Angioli

Caso clinico interattivo 3
G.C.Sturniolo

Quale terapia può gestire il gastroenterologo?
G.Biasco

Oncologia gastroenterologica: un'urgente priorità
G.Ramadori


In occasione del recente Congresso UEGW di Roma, è stato sollevato e discusso un problema scottante e cioè quello dell'oncologia gastroenterologica ed in particolare di chi prescriva o debba prescrivere la chemioterapia nelle diverse Unità Operative in Europa, alla luce di un questionario a scelta multipla ottenuto da 200 gastroenterologi europei e da 1328 partecipanti al Congresso. Secondo i dati emersi dal questionario, nell'Unione Europea la chemioterapia per i pazienti con tumore dell'apparato digerente è direttamente prescritta dal 30% dei gastroenterologi intervistati, mentre la percentuale scende al 20.5% per quelli Europei non facenti parte della Comunità Europea, e sale al 46% nei paesi Asiatici. La risposta tuttavia è estremamente variabile: la chemioterapia viene prescritta dai gastroenterologi in Grecia nel 92% dei casi, in Germania nel 65%, in Francia nel 51%, in Belgio nel 41% e in pratica mai negli UK. Queste percentuali sembrano essere in relazione con la percentuale di centri, nei vari paesi, nei quali opera un gastroenterologo specializzato anche in oncologia, ma è chiaro che il coinvolgimento del gastroenterologo negli scelte e nella gestione delle terapie oncologiche e nel follow-up dei pazienti (i dati riguardo a questo punto sono ancora più scoraggianti) è molto modesto. Negli ultimi 20 anni la gastroenterologia oncologica ha visto, dal punto di vista scientifico, un enorme sviluppo, testimoniato da un numero di lavori su riviste scientifiche in continuo aumento. L'interesse dei gastroenterologi si è sviluppato in tutti gli ambiti attinenti: dall'epidemiologia alla prevenzione, dai meccanismi patogenetici, in particolare per quanto riguarda la biologia molecolare, alla diagnostica, per giungere infine alla terapia. Dal punto di vista clinico tutto ciò ha portato ad importanti ricadute, valgano ad esempio lo screening genetico del cancro del colon eredo-familiare o quello del cancro del colon nella popolazione a rischio intermedio, la determinazione del ruolo dell'H. pylori nella carcinogenesi gastrica, l'interferone e la vaccinazione anti-HBV per il cancro del fegato ed altri. Non altrettanto efficienti (o del tutto assenti) sono stati invece gli sforzi nell'ambito dell'oncologia terapeutica, dominio fino ad ora incontrastato dell'oncologia medica. Alcune neoplasie, quali ad esempio l'epatocarcinoma, sono del tutto uscite anche dall'ambito dell'oncologia medica in senso stretto, ed il tumore del pancreas, nonostante gli sforzi continui nella ricerca di farmaci e protocolli efficaci, è poco volentieri trattato dagli stessi oncologi; la terapia dal carcinoma gastrico avanzato è ancora un problema aperto e forse gli unici ambiti in cui si sono ottenuti dati solidi sull'efficacia del trattamento sono quelli attinenti l'adiuvante del cancro del colon e la neoadiuvante del retto e, in parte, dell'esofago. Quale è stato l'atteggiamento delle società scientifiche che fanno capo alla gastroenterologia, ed in particolare della SIGE e dell'AIGO, nel recente passato? All'inizio degli anni 90 c'è sicuramente stata una fase di interesse specifico. Sulla base di una precisa esigenza culturale, la SIGE ad esempio ha organizzato una serie di corsi avanzato sul cancro dello stomaco (Gargonza 1990), del fegato (Erice,1991), del Colon (Castelfranco, 1992) e del pancreas (Verona,1993). E' tuttavia sempre mancato uno sforzo specifico atto a mantenere nell'ambito della gastroenterologia, dal punto di vista scientifico, clinico ed anche "politico" la patologia oncologica, per gli aspetti terapeutici e per altri aspetti che sono relativamente poco di pertinenza dell'oncologo medico, dato che agli aspetti terapeutici devono essere aggiunti la terapia di supporto e la riabilitazione in oncologia, gastroenterologica e non, che ancora una volta sono sfuggiti a chi di diritto doveva far parte del team incaricato della loro gestione. In modo più incisivo si sono invece comportate nello stesso periodo di tempo società ben più organizzate e politicamente importanti come l'American Gastroenterology Association e la British Society of Gastroenterology, che hanno favorito la nascita nel loro interno di sezioni di oncologia che hanno autonomamente gestito spazi congressuali, svolto attività di audit su problematiche oncologiche e indicato linee guida sulla gestione di specifiche neoplasie dell'apparato digerente. E' con questi aspetti in mente che nel 1996 è stata proposta ed ottenuta la costituzione della Sezione di Studio Oncologia, tra altre Sezioni che la Società Italiana di Gastroenterologia aveva deciso di far nascere, con lo scopo di: - creare le basi per far cessare un sistema nel quale i pazienti restavano in ambito gastroenterologico fino al momento della diagnosi per poi venire passati ad altri per la gestione terapeutica, in situazioni che solo in setting favorevoli vedevano poi un approccio multidisciplinare mentre in altri facevano uscire totalmente il paziente dalla visuale del gastroenterologo; - far crescere, in particolare nei giovani gastroenterologi, ed in particolare negli specializzandi, un maggior interesse nei riguardi degli aspetti terapeutici, anche in termini di chemioterapia. - di ricordare che quasi un terzo dei pazienti ricoverati nelle Divisioni di Gastroenterologia lo sono per motivi direttamente o indirettamente collegati a patologia oncologica dell'apparato digerente e che la patologia neoplastica dell'apparato digerente è nel complesso la prima causa di morte per neoplasia in Italia, sia nel sesso maschile che in quello femminile. - di evidenziare come anche per quanto riguarda le nuove prospettive terapeutiche, vedi la terapia genica dei tumori del fegato e del pancreas, la ricerca nasce in ambito gastroenterologico. Nel corso dell'ultimo anno stanno invece arrivando dei precisi segnali di un risveglio della comunità scientifica gastroenterologica in generale e della SIGE e dell'AIGO in particolare E' infatti stata fondata a Roma, nel 1999, durante l'UEGW, l'European Society of Digestive Oncology (ESDO) che vede nei suoi scopi dichiarati una riappropiazione della terapia oncologica in ambito gastroenterologico. Oltre alla costituzione della Società Europea, a livello internazionale si sta infatti sviluppando un rinnovato interesse per l'oncologia digestiva che vede particolarmente attiva l'AGA attraverso il Gastrointestinal Oncology Group, la British Society of Gastroenterology e l'Organizzazione Mondiale di Gastroenterologia (OMGE) che creato un "Committee to evaluate the role of the Gastroenterologist in the management of GI tumors" coordinato da S. Winawer del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York. Anche in Italia ci si è mossi: è nata l'Accademia Multidisciplinare di Oncologia Gastroenterologica (AMOD), con intenti non certamente uguali ma almeno simili a quelli dell'ESDO e con particolare enfasi sugli aspetti educazionali ad approccio multidisciplinare. Infine questo Corso Precongressuale SIGE-AIGO è per l'appunto dedicato all'oncologia gastroenterologica, con il titolo a nostro parere estremamente significativo ed azzeccato di "Oncologia Gastroenterologica: oltre la diagnosi". E' ovvio che bisognerà attivare nuove e più incisive strade educative ed informative, che sfruttino la didattica classica ed i nuovi mezzi mediali, quali internet, perché senza un adeguato training degli specializzandi in gastroenterologia ogni tentativo di rientrare nella gestione multidisciplinare del paziente con tumore dell'apparato digerente, anche nelle fasi terapeutiche e di follow-up, risulterà meramente velleitario.

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